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Quanto consumano e quanto si risparmia

 

 

 

 

 

Non è facile determinare il consumo e il risparmio derivante dalle stufe a pellet, perché il rendimento e la capacità di generare tutto il calore di cui abbiamo bisogno, dipendono da moltissimi fattori. Prima di buttarci nei conti va specificato che la stufa a pellet non è un sistema che permette di riscaldare intere abitazioni di grandi dimensioni, esattamente come accade per la classica stufa a legna, stiamo parlando solo di un sistema integrativo, che può riscaldare gli ambienti più frequentati durante il giorno. Tuttavia, chi vive in piccoli appartamenti, diciamo di 60 o massimo 80mq, potrebbe ottenere tutto il calore di cui ha bisogno da questi dispositivi. Va ricordato che  il 30 % del calore prodotto dalla stufa rimane nella stanza in cui essa è situata, quindi gli open space sono l’ideale per una resa e un risparmio ottimale.

 

I nostri conti saranno relativi alle stufe ad aria, cioè quelle che diffondono il calore per irraggiamento e tramite ventole, ma è bene sapere che esistono anche stufe ad acqua che, collegate alla caldaia, scaldano appunto l’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento.

 

La qualità della stufa è decisiva in questa valutazione, in commercio ne esistono numerosi modelli, saper scegliere la stufa a pellet giusta fa la differenza, sia in termini di resa, sia per la durata nel tempo. Anche la qualità dei pellet gioca un ruolo fondamentale nella capacità di riscaldare efficacemente gli ambienti; pellet economici producono poco calore, sporcano molto la stufa e si consumano rapidamente.
 

Iniziamo dunque a valutare se e quanto si risparmia con la stufa a pellet. Immaginiamo di voler riscaldare, per l’arco dell’intero inverno e una piccola parte della primavera e dell’autunno, i due locali che frequentiamo maggiormente durante il giorno e nelle ore serali, cioè la cucina ed il salotto. Ipotizziamo che, per una casa di grandi dimensioni, si tratti di una superficie di circa 60mq, mentre, per chi vive in appartamenti di piccole dimensioni, consideriamo questa metratura la complessiva dell'appartamento, con l’ovvio vantaggio di riuscire a scaldare, almeno in parte, anche la zona notte.
 

Eseguiamo i calcoli immaginando di possedere una stufa a pellet di media qualità, che programmeremo per accendersi alle 7 del mattino, in modo da permetterci una colazione confortevole, e si spenga alle 7 di sera, così da sfruttarne il calore residuo fintanto che non ci corichiamo, limitando i consumi.

 

Si stima un consumo medio di 15kg di pellet per 12 ore, cioè un sacco intero che, mediamente, per pellet di qualità discreta, ha un prezzo che si aggira attorno a 3,50 euro. 

 

.1 metro cubo di metano sviluppa circa 10 kWh di potenza

.1kg di pellet sviluppa circa 4,8 kWh di potenza

 

Questo significa che ci vogliono 2,083 Kg di pellet per produrre lo stesso calore di un metro cubo di metano. Se, in un giorno, consumiamo 15Kg di pellet, significa che stiamo risparmiando 7,2 metri cubi di metano. 

 

Siccome un metro cubo di metano costa circa 0,78€, abbiamo che  0,78 x 7,2  = 5,61 euro.

 

In pratica, ogni giorno, invece di spendere 5,61 euro ne spendiamo 3,5 (il costo di un sacco di pellet da 15kg), con un risparmio quotidiano di 2,11 euro. Ipotizzando che, soprattutto nelle regioni del nord Italia, si incominci a riscaldare a metà ottobre e si smetta alla metà aprile (per un totale di 180 giorni circa), in un anno si ottiene un risparmio di circa 380 euro.

 

A questo punto valutiamo il prezzo d’acquisto e installazione di una stufa di media qualità; stando ai prezzi di mercato possiamo ipotizzare una spesa di 1500 euro e un costo d’installazione complessivo di 500 euro.

Questo importo può essere in parte recuperato accedendo alle detrazioni irpef del 36%  oppure, in alcuni casi particolari che contemplano la sostituzione di un vecchio generatore di calore, si può accedere al Conto Termico (D.M. 28 dicembre 2012) del GSE.

Qui un PDF preso dal sito del GSE con i dettagli del funzionamento e in quali situazioni è concesso.

 

A seconda del tipo di incentivo o detrazione a cui abbiamo diritto ad accedere, recupereremo una parte della spesa iniziale; nel caso della detrazione irpef la spesa sarà di 1280 euro (2000 – il 36%) mentre, se abbiamo accesso all’incentivo concesso dal GSE, la spesa si riduce in base alla zona in cui viviamo: per il nord Italia sono 2 rate da 524 euro l’una, per un totale di 1048, quindi 2000 – 1480 = 952 euro.

 

In entrambi i casi, semplificando, con un risparmio annuo di 380 euro, recuperiamo i costi iniziali in circa 3 anni.

 

 

 

 

 

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